Hotel Rwanda

Pubblicato il 09 Feb 2013 in Drammatico

HotelRwandaOgni tanto il cinema si assume il compito di ricordarci che ci sono genocidi per cui i “difensori della liberta e della democrazia” si indignano e dispiegano le loro forze ed altri in cui lasciano fare voltandosi dall’altra parte. Perche’? Ognuno puo’ trovare da se’ la risposta. Il fatto pero’ resta. Incontrovertibile. In Ruanda,all’inizio degli anni ’90, un milione di Tutsi e’ stato letteralmente massacrato dai rivali Hutu senza che la comunita’ internazionale facesse nulla, se non lasciare a poche forze dell’Onu il compito di un’interdizione di scarsa efficacia. Questa co-produzione anglo/italo/sudafricana (tra gli interpreti il nostro Citran, Nick Nolte e un non accreditato Jean Reno) ce lo ricorda con le forme proprie del cinema spettacolare. Non si fa polemica in “Hotel Rwanda” ma si parla alla coscienza degli spettatori grazie alle vicende di uno ‘Schindler’ africano. Paul Rusebagina, un africano direttore di un Hotel della catena Sabena, riusci’ a salvare piu’ di 1200 persone grazie al coraggio personale e a un altruismo che gli impediva di veder morire la gente senza far nulla. Il film non edulcora la situazione ne’ fa del protagonista un santo. Ci racconta, molto semplicemente, una storia che la nostra coscienza e i nostri media hanno cancellato probabilmente perche’ “non interessante”. Gia’ questo dovrebbe fornirci materia di riflessione sulla cosiddetta “informazione”…

 

 

 

 

 

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  • maggiolina

    buon film che affronta un genocidio passato inosservato.Mostra efficacemente l’indifferenza dell’ONU e di tutto il mondo occidentale (che non intervenne a fermare il massacro in un paese povero di risorse e ininfluente politicamente e per posizione strategica)mentre è un pò carente e frettoloso nell’approfondimento sui motivi che scatenarono la guerra civile.Inoltre la carneficina è vista dall’interno di un albergo quindi non viene documentato appieno la crudezza dei massacri in cui morirono quasi un milione di ruandesi,quindi come film di denuncia riesce solo a metà.Nonostante queste ombre è comunque un’opera molto bella che merita certamente di essere vista,2 ore molto ben spese.