Holy Water

Pubblicato il 17 Gen 2013 in Commedia

HolyWaterC’è il postino, il meccanico, l’albergatore e il giovane a caccia di sogni. I quattro musicisti del piccolo villaggio irlandese di Killcoulin’s Leap trascorrono le giornate tra uno sguardo speranzoso al cielo e un’occhiata consolatoria ai giornaletti pornografici. Dentro le spesse mura di casa l’eccessivo rigore cattolico dei genitori li costringe a una vita fatta di povera spiritualità, un senso morale opprimente che solo il parroco continua a predicare. Tutti obbediscono e, all’apparenza, snobbano le tentazioni del diavolo, i piaceri del sesso e affini, ma quando il più giovane esprime il desiderio di andarsene, la combriccola decide di tentare il colpaccio: rubare il carico di Viagra di un furgoncino per rivenderlo sul mercato di Amsterdam. Quando si rendono conto che il bottino vale una fortuna, sarà ormai troppo tardi: la SWAT gli sta alle calcagna e le pillole, nascoste sbrigativamente nella falda dell’acqua santa, hanno già contaminato l’acqua potabile del paese. Un tè caldo e qualche bicchiere d’acqua più tardi, Killcoulin’s Leap si aprirà allegramente ai godimenti della liberazione sessuale.
Mentre il vento scompiglia capelli e animi assopiti, il tran tran della comunità segue i dettami di un’apatia diffusa e generalizzata: gli anziani sorseggiano boccali di birra al bar e scommettono sul giorno della morte, le donne, sotto abiti castigatissimi, si dedicano alle pulizie di casa con devozione da suore mancate. E i più giovani, quei pochi che abitano il desolato paesino, sognano un ardente e sensuale altrove dove rintanarsi e sperare negli affanni dell’amore.
Questa dialettica tra immobilità e fervore, insaporita da numerosi momenti comici, inserisce il film di Tom Reeve nella tradizione narrativa della commedia leggera. In più, se consideriamo atmosfere e suggestioni, il pensiero va diretto a L’erba di Grace, una sorta di film gemello: anche in Holy Water è un agente esterno improbabile e dirompente a creare scompiglio tra uomini qualunque, risvegliare vecchi istinti e inserire l’estasi nella quotidianità; là era la naturale marijuana nell’assonnata Cornovaglia, qui è il chimico Viagra nella fredda Irlanda.
Ma i desideri più focosi, e non solo quelli della carne, si concentrano prima del subbuglio. La rocambolesca e incauta missione dei quattro protagonisti punta in alto fin dall’inizio, è una stangata che mira a mettere a posto tutto e a soddisfare i sogni più reconditi. Finzione (le voglie dei personaggi) e realtà (le aspirazioni del regista) si corrispondono. L’ingenua brigata, nello scontro con l’armamentario mastodontico della SWAT, tenta la via di fuga più facile. Allo stesso modo il regista sceglie quella più rassicurante e, dopo aver creato corpose aspettative nello spettatore, adotta espedienti prevedibili che non sorprendono, avviandosi a passo spedito verso una risoluzione poco convincente. Ad ogni modo, le chiacchierate degli stravaganti protagonisti, fatte di battute sarcastiche e disinibite sul mondo esterno e civilizzato, rappresentano una vera forza palpitante. Resta però una sceneggiatura poco organica che, dopo un esordio brillante, affida tutto, e quindi troppo, ai prodigi della pillola blu; una responsabilità pesante anche per la compressa specializzata in eccitazione a lunga durata…

 

 

Versione: DvdRip – Qualità V:10 – A:10
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