E alla fine arriva Polly

Pubblicato il 19 Ott 2012 in Commedia

La commedia americana sta vivendo un buon periodo: dopo lo spassoso School Of Rock e il tuffo nel passato di Down With Love, il tandem Stiller /Homburg, già responsabile de Ti presento i miei e Zoolander ci riprova, aggiungendo alla formula magica un po’di sentimento ma, ahimè, togliendo quel gusto per il cinismo e la corrosione, che aveva caratterizzato i due titoli precedenti. Il risultato è un film breve, sfizioso, divertente, leggero e dimenticabile.
Ottimo nel dipingere le nature opposte dei protagonisti, perfettina, precisa e programmata quella di Stiller, gioiosa, imprevedibile e travolgente quella della Aniston, il film basa tutta la sua struttura sul ping pong sentimentale tra i due divi, creando situazioni che passano dall’irrestistibile allo scontato senza soluzione di continuità. È difficile mantenere un ritmo alto per un’ora e mezza e anche Polly si prende le sue pause, sostanzialmente inutili e approfondire i personaggi e banali quanto a struttura e messa in scena (vedi la rappresentazione “alternativa” del Jesus Christ Superstar). Bravi gli attori:la Aniston dopo la (bella) parentesi seria di A good girl, torna al suo genere preferito e aggiunge quel tocco di semplicità, naturalezza e simpatia che le ha permesso di ottenere il successo planetario con Friends e, a quanto dice lo stesso interessato, il cuore e l’anello di Brad Pitt. Non particolarmente bella né appariscente, l’attrice è perfetta come spalla di Stiller (meno soverchiante di Jim Carrey in Una settimana da Dio) e sfrutta appieno la sua innata vis comica. Il tocco di genio del film, non sfruttato appieno purtroppo, è la scelta del grandissimo Philip Seymour Hoffman nella parte dell’amico fraterno e consigliere di Stiller: una bella sorpresa per chi è abituato vederlo complesso e tormentato nei film di Anderson o Lee.
Stiller, prossimo ad indossare i panni di Starsky nell’attesissimo remake della serie televisiva più famosa degli anni 70, assieme a Black e Sandler è oramai padrone assoluto della commedia americana e la sua vocazione al martirio, già esaltata in Ti presento i miei, raggiunge in Polly nuovi, tragici livelli di sadismo,valga per tutte la scena della partita a basket o il primo appuntamento con la Aniston in un ristorante etnico. Buona parte del divertimento del film consiste nel vedere a quali tragicomiche flagellazioni l’eroe si sottoporrà per conquistare la recalcitrante amata e per star dietro ad un cliente piuttosto scapestrato.
Il film, che dura pochissimo per gli standard attuali, si incanala subito su binari ben noti allo spettatore(l’uomo ordinario messo alle prese con personaggi e situazioni fuori del comune, le circostanze negative vissute da una persona che gli permettono di scoprire il senso della vita..), che riescono a divertire in maniera spensierata ed immediata ma senza dare quello spessore che altre pellicole recenti avevano almeno provato a creare.
Ancora una volta la commedia americana centra il bersaglio del botteghino e parzialmente, quello della qualità. È chiaro che film del genere hanno spesso una consistenza minima e Polly non riesce a diventare cult come Zoolander, film ipercinetico e folle, che è ancora bene impresso nelle menti di coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo. A questo punto però, l’attesa per Envy, progetto in corso d’opera di Levinson con l’accoppiata Black-Stiller è diventata davvero insostenibile…
Versione: DvdRip – Qualità V:10 – A:10

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