Colpevole d’innocenza

Pubblicato il 23 Lug 2012 in Thriller

Nick e Libby Parsons vivono felicemente assieme al figlioletto Matty in una lussuosa casa a largo della costa occidentale, dove tengono cocktail e collezionano opere d’arte. Una sera, durante un romantico week-end in barca, Libby si risveglia in stato confusionale trovando tracce di sangue su di lei e per tutta la barca. Nick è scomparso e la polizia vede nella moglie l’unica possibile sospettata. Al processo, Libby viene giudicata colpevole di omicidio e condannata alla reclusione, durante la quale decide di affidare Matty alla sua giovane insegnante Angie. Ma quando le visite in carcere di Angie e Matty si interrompono all’improvviso, Libby fa di tutto per ritrovare le loro tracce e capisce di essere stata vittima di un complotto.
Nel sistema legislativo americano, il double jeopardy è uno dei diritti sanciti dal Quinto Emendamento per garantire a un imputato la facoltà di non essere processato due volte per uno stesso crimine. Nell’orizzonte della storia del cinema, invece, un thriller intitolato Double Jeopardy riporta subito alla mente il Double Indemnity di Billy Wilder (in italiano, La fiamma del peccato), archetipo del noir classico e di ogni storia che si confronti con dark ladies, omicidi premeditati e cavilli legali.
Colpevole d’innocenza ribalta tuttavia i principi del noir classico, collocandosi dal punto di vista della vittima dell’intrigo e non da quello dell’intrigante che, a sua volta, trasforma l’omicidio in una messa in scena senza spargimento di sangue (per così dire). D’altro canto, l’affinità fra il film di Wilder e quello di Bruce Beresford si ferma all’assonanza dei loro titoli e Colpevole d’innocenza preferisce far evolvere le premesse del proprio assunto nelle dinamiche action del thriller contemporaneo. La scelta del genere diviene una scelta di qualità di scrittura, perché tanto il noir classico faceva del dialogo e della sottigliezza della tensione erotica i cardini per raccontare con estrema raffinatezza la frenesia delle passioni, tanto il thriller moderno accumula svolte inverosimili e personaggi precostituiti per generare solo arida suspense.
Per l’ennesima volta, Tommy Lee Jones è il segugio mai stanco di dare la caccia a fuggitivi innocenti, mentre Ashley Judd, dopo essere stata languida dark lady a tutti gli effetti in The Eye – Lo sguardo, diviene innocente madre-eroina in cerca di vendetta. Più interessante potrebbe essere l’affascinante “dark man” di Bruce Greenwood, se solo la sua presenza non restasse confinata al solo finale del film. Alla mediocrità della sceneggiatura, Beresford si applica con la disaffezione di un mestierante annoiato, forse convinto che soluzioni visive convenzionali bastino a non farlo processare per aver realizzato un thriller già più volte “commesso”…

 

Versione: DvdRip – Qualità V:10 – A:10
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