Calvaire

Pubblicato il 19 Lug 2012 in Horror

La disavventura del cantante/animatore Marc Stevens inizia quando parte verso una nuova casa di riposo dove esibirsi e finisce per oltrepassare i confini di un villaggio in cui nessuno dovrebbe mai mettere piede. Qui, inizia il suo calvario: una via crucis fra individui psicologicamente instabili che hanno perso totalmente e collettivamente il contatto con la realtà, nel ricordo e nell’ombra di una donna (forse l’unico individuo di sesso femminile di tutta la comunità) che li abbandonò nottetempo.
Ecco cosa è Calvaire: grottesca e surreale opera prima – scritta assieme allo sceneggiatore Romain Protat – di un regista che fino a ora si era occupato di animazione e cortometraggi. È una questione di cattiveria, Calvaire, di crudeltà e di scorrettezze fisiche all’ennesima potenza. Alcune persino troppo truci per lo spettatore (la scena del sesso orale con il vitello, per esempio). Presentato in concorso alla 43ma “Semaine Internationale de la Critique” di Cannes 2004, con uno stile che sfiora appena la volgarità visiva, si trasforma nel trampolino di lancio di questo talentuoso autore che gioca, in perfetto equilibrio, fra il cinismo e il candore che si riflettono negli sguardi degli abitanti del villaggio. È un film che fa male, perché parla di una realtà che non sa confrontarsi con il protagonista, il quale non riesce a comunicare con essa. Sono l’impotenza del giovane cantante, la sua mancanza di reazioni e la sua sfortuna a provocarci il dolore più atroce e, noi spettatori, grazie allo strano paragone presente anche nel titolo del film, assistiamo alla sua crocifissione inermi. Esattamente come, duemilaequattro anni prima, il popolo ebraico aveva assistito a quella di Gesù Cristo.

 
Versione: Video: DvdRip – Audio: Ac3 – Qualità V:10 – A:10

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